Quale è stata la sua prima reazione alla proposta parrocchiale di
allestire un musical che coinvolgesse anche persone e istituzioni del
territorio circostante?
“Positiva, io credo molto
nell’unione di intenti per prefissarsi un obbiettivo, mi sono subito impegnato
per fornire il mio apporto in Circoscrizione”.
Immaginando una cooperazione continuativa mirata ad accrescere il
benessere tra le persone, la parrocchia e la Circoscrizione ,
quali altri progetti potrebbero essere varati?
“Forza Venite Gente è sicuramente importante,
perché coinvolgere la gente non è facile, specialmente se non frequentano la
parrocchia. Un buon sistema è farsi vedere sul territorio. Per esempio oggi (18
maggio, ndr) abbiamo portato in giro i ragazzi africani del progetto Isola di
Ariel, gestito dalla Protezione Civile e dalla prefettura. Questo è un esempio
positivo di integrazione, perché comunque dobbiamo renderci conto che non ci
siamo solo noi. Li abbiamo anche portati a lavorare come operatori ecologici
per pulire piazza Umbria”.
È opportuno che tutti, forze politiche opposte, associazioni ed enti
fondino le loro forze e competenze per raggiungere degli obbiettivi comuni a
beneficio degli abitanti del quartiere.
“Certo. Io in Circoscrizione ho un ottimo
rapporto con i Consiglieri della maggioranza pur essendo all’opposizione,
perché per il benessere dei cittadini non bisogna guardare i colori politici”.
Quali iniziative a lei note sono già in atto e quali altre potrebbero
essere in fase di preparazione per il territorio?
“Un progetto già messo in
atto è l’Isola di Ariel, che raccoglie 200 africani venuti in Italia dalla
Namibia, dal Niger, dal Congo a causa di guerre, fame e altri problemi e sono
in attesa di una comunicazione dalla prefettura che stabilirà chi può restare e
chi dovrà essere rimpatriato. Per quanto riguarda altri progetti ne abbiamo
realizzati molti e altri sono in preparazione, sempre legati soprattutto alle
politiche giovanili. Attualmente mancano dei punti di riferimento come gli
oratori per i ragazzi, ed è quindi compito della Circoscrizione formare dei
buoni cittadini”.
Cosa ne pensa della realizzazione di una rete territoriale che raccolga
informazioni sui problemi e sui bisogni del quartiere e che elabori risposte,
proposte e soluzioni?
“Sicuramente è importante,
per avere a disposizione i punti di vista di giovani e meno giovani, che
sicuramente saranno diversi tra loro”.
Quali aspetti sociali critici ha individuato nella nostra
Circoscrizione e quale fotografia dei giovani ci può fornire?
“Hanno perso i punti di riferimento di una
volta, tendono ad aggregarsi ma sono spesso prede di correnti poco lecite. C’è
poi il grosso problema dell’integrazione, che mi sta molto a cuore e per la
quale sono in atto diversi progetti che ci mettono di fronte alla realtà”.
Carlo Emanuele Morando
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