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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

martedì 17 luglio 2012

Aspettando Don Luigi Ciotti...

Tutti lo conosciamo. Da decenni, il sacerdote don Luigi  ha deciso di agganciare la dimensione spirituale a quella dell’impegno civile e ha, quindi, scelto di operare nel sociale, anzi, di dedicarsi all’educazione per una giustizia sociale.
Con l’associazione LIBERA, da lui fondata nel 1995, il suo impegno per un cambiamento etico, sociale e culturale si è fatto concreto e, oggi, può contare sulla cooperazione di oltre 1600 gruppi sparsi sul territorio nazionale ed anche all’estero.
L’obiettivo è quello di promuovere percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile.
La formazione di coscienze capaci di distinguere ciò che è legale da ciò che non lo è, di scegliere il bene e non  il male e di vivere in modo coerente permette all’individuo di uscire da se stesso per incontrarsi con gli altri, ponendo le premesse di un’adeguata giustizia sociale.
Più volte don Ciotti ha ribadito che illegalità e mafie si combattono efficacemente con delle politiche sociali che garantiscano alle persone più deboli e maggiormente esposte al degrado i bisogni primari: senza opportunità di studio, senza posti di lavoro, né case, né luoghi di aggregazione non si esercita alcun contrasto vero. Per una realtà nuova, fatta di dignità e di libertà, è assolutamente fondamentale che ognuno di noi si senta corresponsabile e agisca da cittadino onesto poiché non si costruisce la giustizia sociale se i diritti e i doveri non sono resi universali.
Attraverso i beni confiscati alla mafia si crea lavoro, si assicura sostegno ai familiari delle vittime, si restituisce dignità e speranza. E’ in quest’ottica che a Moncalvo d’Asti si è dato vita alla “Cascina Graziella”, immobile che, dopo essere stato sottratto ad un mafioso, ospita un’associazione che aiuta donne vittime di abusi e che vuole ricordare Graziella Campagna, una ragazza messinese di diciassette anni uccisa per essersi casualmente imbattuta in qualcosa che non doveva conoscere perché riguardava gli affari loschi della mafia.

domenica 8 luglio 2012

Partecipiamo alle Olimpiadi?

Carissimi amici e compagni di viaggio,
siete pronti per la “full immersion” che precederà il grande debutto?
Già da tempo avete azionato muscoli e testa mettendo in campo grande energia e spirito di sacrificio. Ora è giunto il momento di giocarsi un’altra carta: quella che si giocano gli atleti al momento di raggiungere il traguardo.
Le Olimpiadi di Londra sono alle porte e lo sforzo a cui tutti i partecipanti si sono sottoposti ha richiesto un grande volontà d’acciaio.
E’ il caso di Alessia Filippi, già campionessa  mondiale dei 1500 stile libero a Roma, nel 2009, che di volontà ne ha da vendere. Lo ha dimostrato riemergendo dagli abissi nei quali era precipitata a causa di alcuni problemi personali per tornare a gareggiare nei giochi britannici. Stavolta, però, non le sono stati necessari solo dei muscoli allenati, e neanche aver aggiunto la testa sembrava bastarle. Alessia ha dovuto mettere in vasca un’altra carta: il cuore.
E’ il cuore a fare la differenza tra chi si esercita e chi vuole salire sul podio perché esso ti rende capace di farti comprendere che per ricevere tanto bisogna dare tanto. Per raggiungere una meta importante devi avere una motivazione altrettanto importante che ti sostenga e ti accompagni passo dopo passo.
Voi, carissimi amici, avete un cuore grande, apritelo,anzi, apriamolo e lasciamoci guidare lungo questo nostro percorso che il 28 e il 29 settembre prossimi ci farà guadagnare il podio. La nostra motivazione? Edificare una comunità solidale nella quale crescere, nell’amore di Dio.
E che alle prossime Olimpiadi vinca il “più ricco di cuore”!
                                                                                                            Gina

domenica 1 luglio 2012

Il cybernauta Francesco D'Assisi

Se san Francesco fosse vissuto oggi, come avrebbe parlato con gli uccellini? Avrebbe ugualmente convinto il lupo a diventare buono?
Secondo un rapporto dell’Onu, negli ultimi dodici anni, il numero di persone che usano il web è salito a due miliardi e i siti più cliccati sono Google, Facebook, Yahoo e Youtube.
La rete, grazie alla sua libertà, è un luogo privilegiato per i cybernauti di tutti i continenti che possono comunicare tra loro in tempo reale. La lingua più usata sul web è l’inglese; pertanto, san Francesco rivolgendosi al lupo direbbe: “My dear wolf”e, parlando agli uccellini: “My little friends, what a twitting voice!”.
C’è da dire, però, che per farsi capire in modo più incisivo – almeno secondo l’Economist-  le lingue più appropriate sono il cinese e l’arabo che, a parità di testo, utilizzano rispettivamente uno spazio ridotto del 69% e del 14% in riferimento all’inglese.
Certo, per il grande comunicatore di Assisi, imparare tutte e tre le lingue non è un problema ma, anche a distanza di molti secoli, egli preferisce ancora servirsi della suo idioma specialissimo e universale.
- Quello costruito con gli emoticons?
- Ma no! Si tratta della lingua dell’amore per tutte le cose della natura, per tutti i “fratelli” e le “sorelle” che Dio ci ha donato.



*Immagine tratta dalla copertina del libro di Hermann Hesse