Con l’associazione LIBERA, da lui fondata nel 1995, il suo
impegno per un cambiamento etico, sociale e culturale si è fatto concreto e,
oggi, può contare sulla cooperazione di oltre 1600 gruppi sparsi sul territorio
nazionale ed anche all’estero.
L’obiettivo è quello di promuovere percorsi di educazione
alla legalità e alla cittadinanza responsabile.
La formazione di coscienze capaci di distinguere ciò che è
legale da ciò che non lo è, di scegliere il bene e non il male e di vivere in modo coerente permette
all’individuo di uscire da se stesso per incontrarsi con gli altri, ponendo le
premesse di un’adeguata giustizia sociale.
Più volte don Ciotti ha ribadito che illegalità e mafie si
combattono efficacemente con delle politiche sociali che garantiscano alle
persone più deboli e maggiormente esposte al degrado i bisogni primari: senza
opportunità di studio, senza posti di lavoro, né case, né luoghi di
aggregazione non si esercita alcun contrasto vero. Per una realtà nuova, fatta
di dignità e di libertà, è assolutamente fondamentale che ognuno di noi si
senta corresponsabile e agisca da cittadino onesto poiché non si costruisce la
giustizia sociale se i diritti e i doveri non sono resi universali.
Attraverso i beni confiscati alla mafia si crea lavoro, si
assicura sostegno ai familiari delle vittime, si restituisce dignità e
speranza. E’ in quest’ottica che a Moncalvo d’Asti si è dato vita alla “Cascina
Graziella”, immobile che, dopo essere stato sottratto ad un mafioso, ospita
un’associazione che aiuta donne vittime di abusi e che vuole ricordare
Graziella Campagna, una ragazza messinese di diciassette anni uccisa per
essersi casualmente imbattuta in qualcosa che non doveva conoscere perché
riguardava gli affari loschi della mafia.

