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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

lunedì 30 aprile 2012

In cammino con Francesco... (6)

6. Posso dire amore a tutti
Amore non possessivo

POSSO DIRE AMORE A TUTTI

Chiara: 
Posso dire "amore" a tutti,
posso dire amore a Dio
ma non posso più
dire "amore mio" a te.
Perché mio non è più niente
e un amore mio non c'è
e non posso più
dirti "amore mio".
Perché? Perché? 
Francesco: 
Chiara, Chiara no.
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
la ricchezza non è fatta più per me.
Chiara: 
Con le mani accarezzare
di un lebbroso posso il viso
ma non posso più
carezzare il tuo,
perché?
La tua sposa, la rinuncia
forse è bella più di me.
Tu dai tutto a Lei
a me nulla dai,
perché? perché? 
Francesco: 
Chiara, Chiara no. 
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
(insieme): 
la ricchezza non è fatta più per noi.

Erano passati alcuni anni da quando il giovane Francesco aveva scelto la via della santità.
Nelle parole del Crocifisso di San Damiano – «Va’, Francesco, ripara la mia casa» –, e nell’abbraccio ai lebbrosi, volto sofferente di Cristo, aveva trovato la sua vocazione. Tra la ricchezza materiale offerta dal padre terreno Pietro, e l’amore di Dio che prometteva di riempirgli il cuore, non aveva avuto dubbi, e con slancio aveva esclamato: «D’ora in poi potrò dire liberamente: Padre nostro, che sei nei cieli, non padre Pietro di Bernardone». La decisione di Francesco aveva sconcertato la Città, ma molti cominciarono a riflettere, tra cui anche la giovane  Chiara, allora adolescente, che venne conquistata dalla predicazione e dalla vita che conduceva Francesco, perché  esprimevano proprio la volontà di Dio.
Francesco divenne la sua guida spirituale, le mostrò la bellezza dell’Amore di Dio, unica vera bellezza! Chiara si lasciò coinvolgere dal suo ardore per Cristo.
La conversione di Chiara, come quella di Francesco, è una conversione all’Amore.
Chiara e Francesco non avranno più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono gratuito di sé.
Proprio il donarsi di Francesco fa si che egli diventi strumento attraverso il quale Chiara giunge a scoprire ed amare Gesù Cristo.
L’esempio di Francesco e Chiara ci confermano che l’amore è libertà, dona liberta e vive nella libertà.
La loro testimonianza ci dimostra come rinnegare se stessi non voglia dire rinunciare alla propria umanità , ma al contrario significa valorizzarla perché in questo modo si riesce a superare le barriere del nostro “IO”, per dar spazio al progetto di Dio su di noi, quindi al nostro prossimo.
Il rinnegamento è proprio l’atteggiamento del discepolo, che sull’esempio di Gesù, è veramente libero, in quanto ama, per mettersi al servizio del prossimo.
Francesco è stato un dono per di Dio per l’umanità! Francesco è stato capace di morire più volte per il suo prossimo…..
I grandi amori a cui è stato fedele Francesco sono stati: il Vangelo, la Croce e l’Eucarestia.


Vangelo:
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.(1 Corinzi 13, 4-7)

Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?".
Costui rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". Gli disse: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?".
Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".(Lc 10, 25-37)

Domande per la riflessione:
  • Vivo la mia fede come un dono?
  • Mi rendo disponibile a essere strumento nelle mani di Dio?
  • Mi sento discepolo di Gesù?




sabato 21 aprile 2012

In cammino con Francesco... (5)

5. E Volare Volare - La Gioia del Creato

E VOLARE VOLARE

 Alberi: 
E il Sole uscì color cinese
e il suo ventaglio al cielo aprì.
E in quel fantastico paese
Francesco dentro un quadro naïf.
Francesco:
E tutto il cielo è sceso in terra
e uccelli a frotte ai piedi miei.
Buongiorno piccoli fratelli
felicità della tribù di Dio.
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Noi siamo l'allegria!
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Leggero il cuore sia!
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Chi ha piume volerà!
Animali:
Na na naneu nanà nanà
Na na naneu nanà nanà
Alberi:
E come a tanti fraticelli
a gufi e passeri parlò.
Francesco:
Attraversate monti e valli
e dite al mondo quello che dirò.
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Noi siamo l'allegria!
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Leggero il cuore sia!
Coro:
E volare volare, volare volare.
Francesco:
Chi ha piume volerà….

Il canto esprime la gioia, la leggerezza del cuore, la libertà che fa volare l’animo verso Dio. Volare come gli uccelli, volare perché liberi come le creature con cui Francesco ha saputo entrare in armonia. Lo spirito dell’uomo può essere libero, sentirsi leggero e gioioso, se, come le creature, si fida di Dio. Per fidarsi è necessario conoscere il Signore, ed è quello che accade a Francesco, il quale conosce Dio, decide di seguirlo, e nell’esperienza intima di Amore con lui scopre il volto di un Padre che provvede ad ogni necessità delle sue creature. Ecco allora che le preoccupazioni e le pesantezze che spesso trattengono l’uomo e il suo animo “schiacciato a terra” spariscono e si può sperimentare quella libertà gioiosa, quella leggerezza semplice, che gli uccelli rappresentano. Una libertà che fa volare ma che porta anche ad annunciare a tutti, oltre monti e valli, la gioia che nasce dalla sequela del Signore Gesù. Si per Francesco “il celo è sceso in terra” perché in Gesù è possibile incontrare Dio che cammina accanto a noi, e tramite il creato Egli ci riempie di doni per la nostra felicità.

Testi biblici
Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore, lui solo lo ha guidato, non c'era con lui alcun dio straniero. Lo fece salire sulle alture della terra e lo nutrì con i prodotti della campagna; gli fece succhiare miele dalla rupe e olio dalla roccia durissima,(Deuteronomio 32,11-13)

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. (Gv 15,11-13)

Domande per la riflessione:
  • Quale rapporto ho con il Signore? È un rapporto fatto di vera fiducia?
  • Mi accorgo dei doni che Egli mi fa ogni giorno?
  • Nella mia vita di Credente e discepolo del Signore, mi sento “leggero”, ovvero sostenuto e guidato da lui, in mezzo alle varie necessità quotidiane?
  • “chi ha piume volerà” dice il canto, le nostre piume sono la nostra capacità di pregare, di rapportarci, nella fede, con Gesù. Come Prego?






martedì 10 aprile 2012

In viaggio (4)


Nel Fioretto 17 composto da frate Ugolino è riportato il celebre fatto del lupo di Gubbio che, affamato, si aggirava per la campagna circostante, attaccando non solo gli animali, ma anche gli abitanti della città. Francesco raggiunse nel bosco la bestia feroce, che si accucciò inoffensiva ai suoi piedi, forse convinta che le sarebbe toccata una “bella ramanzina” e invece… il santo assolse il lupo dalle sue colpe (so che è per fame che hai fatto tutto questo), gli rivolse un invito alla pace (tu dovrai promettere  che non farai più male né agli uomini, né agli animali) e gli assegnò persino una ricompensa (finche vivrai, gli abitanti di Gubbio ti daranno sempre il necessario). Da allora, il lupo trascorse due anni a Gubbio, girando mansueto per la città senza arrecare più alcun danno. Neppure i fiabe celebri, come Cappuccetto rosso, al lupo è spettata una lezione di vita così misericordiosa, da cui non poteva che scaturire un sincero ravvedimento. In Forza venite gente l’episodio del Lupo è rappresentato con una spensieratezza che lo fa quasi sembrare un intrattenimento per bambini; in realtà, se ne può trarre una riflessione assai impegnativa: quante volte in un mondo in cui di “lupi” ce ne sono tanti, sentendoci minacciati, ci limitiamo a puntare il dito contro di loro, non ingenerando alcun cambiamento in bene. San Francesco è riuscito a realizzare ciò che Gesù nel Vangelo ci esorta a fare: amare i nostri nemici e pregare per i nostri persecutori. E’ noi? Siamo abbastanza umili per riconoscere che a volte anche in noi vibra il fremito di un ululato contro gli altri? 

Silvia Ravarino