6. Posso dire amore a tutti
Amore non possessivo
POSSO DIRE AMORE A TUTTI
Chiara:
Posso dire "amore" a tutti,
posso dire amore a Dio
ma non posso più
dire "amore mio" a te.
Perché mio non è più niente
e un amore mio non c'è
e non posso più
dirti "amore mio".
Perché? Perché?
Francesco:
Chiara, Chiara no.
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
la ricchezza non è fatta più per me.
Chiara:
Con le mani accarezzare
di un lebbroso posso il viso
ma non posso più
carezzare il tuo,
perché?
La tua sposa, la rinuncia
forse è bella più di me.
Tu dai tutto a Lei
a me nulla dai,
perché? perché?
Francesco:
Chiara, Chiara no.
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
(insieme):
la ricchezza non è fatta più per noi.
Posso dire "amore" a tutti,
posso dire amore a Dio
ma non posso più
dire "amore mio" a te.
Perché mio non è più niente
e un amore mio non c'è
e non posso più
dirti "amore mio".
Perché? Perché?
Francesco:
Chiara, Chiara no.
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
la ricchezza non è fatta più per me.
Chiara:
Con le mani accarezzare
di un lebbroso posso il viso
ma non posso più
carezzare il tuo,
perché?
La tua sposa, la rinuncia
forse è bella più di me.
Tu dai tutto a Lei
a me nulla dai,
perché? perché?
Francesco:
Chiara, Chiara no.
Se ti avessi sarei ricco più di un re.
E tu lo sai
(insieme):
la ricchezza non è fatta più per noi.
Erano passati alcuni anni
da quando il giovane Francesco aveva scelto la via della santità.
Nelle parole del
Crocifisso di San Damiano – «Va’, Francesco, ripara la mia casa» –, e
nell’abbraccio ai lebbrosi, volto sofferente di Cristo, aveva trovato la sua
vocazione. Tra la ricchezza materiale offerta dal padre terreno Pietro, e
l’amore di Dio che prometteva di riempirgli il cuore, non aveva avuto dubbi, e
con slancio aveva esclamato: «D’ora in poi potrò dire liberamente: Padre
nostro, che sei nei cieli, non padre Pietro di Bernardone». La decisione
di Francesco aveva sconcertato la
Città , ma molti cominciarono a riflettere, tra cui anche la
giovane Chiara, allora adolescente, che
venne conquistata dalla predicazione e dalla vita che conduceva Francesco,
perché esprimevano proprio la volontà di
Dio.
Francesco divenne la sua
guida spirituale, le mostrò la bellezza dell’Amore di Dio, unica vera bellezza!
Chiara si lasciò coinvolgere dal suo ardore per Cristo.
La conversione di Chiara,
come quella di Francesco, è una conversione all’Amore.
Chiara e Francesco non
avranno più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di
un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono gratuito di sé.
Proprio il donarsi di
Francesco fa si che egli diventi strumento attraverso il quale Chiara giunge a
scoprire ed amare Gesù Cristo.
L’esempio di Francesco e
Chiara ci confermano che l’amore è libertà, dona liberta e vive nella libertà.
La loro testimonianza ci
dimostra come rinnegare se stessi non voglia dire rinunciare alla propria
umanità , ma al contrario significa valorizzarla perché in questo modo si
riesce a superare le barriere del nostro “IO”, per dar spazio al progetto di
Dio su di noi, quindi al nostro prossimo.
Il rinnegamento è proprio
l’atteggiamento del discepolo, che sull’esempio di Gesù, è veramente libero, in
quanto ama, per mettersi al servizio del prossimo.
Francesco è stato un dono
per di Dio per l’umanità! Francesco è stato capace di morire più volte per il
suo prossimo…..
I grandi amori a cui è
stato fedele Francesco sono stati: il Vangelo, la Croce e l’Eucarestia.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è
invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non
cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non
gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.(1 Corinzi 13, 4-7)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per
metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare
la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge?
Come leggi?".
Costui rispose: "Amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con
tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". Gli disse:
"Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?".
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?".
Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme
a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo
percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un
sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre.
Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un
Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe
compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino;
poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di
lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore,
dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio
ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto
nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione
di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".(Lc 10,
25-37)
Domande
per la riflessione:
- Vivo la mia fede come
un dono?
- Mi rendo disponibile
a essere strumento nelle mani di Dio?
- Mi sento discepolo di
Gesù?

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