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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

lunedì 4 giugno 2012

Grazie a tutti!!


Carissimi “coinquilini” del blog,
ci teniamo moltissimo ad aggiornar vi sugli sviluppi più recenti del nostro viaggio-sogno e, ancor di più, vogliamo ringraziare tutti coloro che si stanno muovendo con noi.
State ancora ripensando alla bella domenica trascorsa insieme?
Ebbene, lo scorso 13 maggio, prima tappa importante del percorso, abbiamo assistito alle prove del musical FORZA VENITE GENTE, prove che ci hanno convinto del fatto che le due rappresentazioni di settembre saranno un successo.
Ai bravissimi interpreti, ai musicisti, al regista, ai direttori del coro e dei solisti diciamo GRAZIE, perché con il loro duro lavoro stanno rendendo il nostro sogno possibile.
Certamente avrete notato l’atmosfera che si respirava e la gioia tipica della festa, l’armonia tra le persone e la voglia di parlarsi per conoscersi un po’ di più.
 A tutte le persone che erano presenti e che hanno riempito l’aria di sorrisi diciamo GRAZIE,  perché il tempo trascorso insieme è stato lieve come  un soffio.
E che dire di quel pranzo pantagruelico che si è materializzato sulle tavole  verso mezzogiorno? Antipasti, primi , contorni, dolci, vino e una gustosa, abbondante e molto gradita grigliata di carne hanno sottolineato l’importanza del momento e favorito il consolidamento dei rapporti di amicizia. Ai fuochisti delle griglie, ai cuochi, a colui che ha fornito la carne, a chi ha imbandito le tavole e a chi ha  avuto l’idea delle bruschette cotte alla brace diciamo due volte GRAZIE!
Ma il GRAZIE più vero va al signor MACALUSO che, in qualità di referente per le iniziative di solidarietà sostenute dalla Coop (vi ricordo che abbiamo invitato a viaggiare con noi tutte le realtà attive sul territorio in cui sorge la nostra parrocchia) ci ha illustrato il progetto “Cascina Graziella” al quale anche noi aderiamo tramite la realizzazione dello spettacolo.
La cascina sorge a Santa Maria di Moncalvo (AT) e fino al 2008 era comunemente nota come “la casa del mafioso”. Oggi, a seguito della confisca del bene, si chiama appunto “Cascina Graziella”.
Graziella Campagna era una ragazza di diciassette anni e abitava a Villafranca Tirrena, in provincia di Messina. Lavorava in una lavanderia come aiutante e una mattina, prendendo in consegna una giacca da lavare, trova in tasca un documento che mai avrebbe dovuto vedere perché appartenente ad un esponente mafioso. Graziella quella sera non torna a casa dalla sua famiglia. Viene ritrovata qualche giorno dopo, assassinata dalla mafia (tutta la vicenda viene raccontata nel drammatico film “Una vita rubata”).
Grazie all’impegno di “Libera”, l’associazione fondata da don Ciotti, e alla sensibilità di molte altre persone, si sta procedendo alla ristrutturazione della cascina affinchè essa possa ospitare donne che si trovano in situazione di marginalità e possa accogliere un centro di legalità e di promozione sia sociale che economica.
Infine, GRAZIE a tutti coloro che avrebbero voluto essere dei nostri, ma che per varie ragioni non hanno potuto partecipare, pur se abbiamo sentito ugualmente il calore del loro pensiero.
La redazione

In cammino con Francesco... (12)

12. La povertà
LA POVERTÀ
 Quando quel giorno Francesco verrà
Io voglio dirgli così
Dimmi se sono la tua povertà
io che son povera qui
A Francesco quel giorno dirò
Tu lo sai che ricchezza non ho
Pane e cielo io mangio con te
Ma il mio cuore, leggero non è
E lui Francesco, mandato da Dio
Sul cuore mio piangerà
Che povertà - gli dirò - sono io
E lui, Francesco dirà:
Povertà, povertà non è più
Se sarà come qui schiavitù
Pane e cielo, sapore non ha
Se il tuo pane non è libertà
Quando quel giorno Francesco verrà
Ali di rondine avrò
E sul nel libero cielo con lui
Io povertà volerò
Volerò.

Povertà, ricchezza. Due termini  che sembrano contrapporsi, ma che sono strettamente correlati: non si può parlare di povertà senza parlare di ricchezza.
Anche se il termine ricchezza ci riconduce immediatamente ai beni materiali, non è solo a questi che ora dobbiamo fare riferimento.
S. Francesco, dopo la sua conversione, era estremamente povero, ma era anche enormemente ricco. Sì! Perché ciascuno di noi ha tante ricchezze che magari non si riconosce nemmeno, ciascuno di noi è una ricchezza perché possiede tanti talenti che Dio gli ha donato: l’intelligenza, l’umiltà, la disponibilità, l’altruismo, e, perché no, la bellezza, la creatività, la bella voce, l’armonia dei movimenti, la passione per la musica, per la pittura …
Ecco, queste sono le ricchezze più importanti che possediamo e non pecchiamo di superbia se ce le riconosciamo, perché ciascuno di noi è un piccolo capolavoro uscito dalle mani di Dio.
Che cosa vuol dire allora povertà? Molto semplicemente che i miei talenti non li devo rivolgere verso me stesso, ma li devo proiettare verso gli altri, condividerli con loro, arrivando magari ad  annullare me, per far risaltare chi mi sta vicino. E in questa condivisione, in questo dono troverò la vera gioia.
Ma non basta: povertà vuol dire anche accettare gli altri con i propri limiti, le proprie difficoltà, le proprie incertezze, vuol dire tendere  la mano a chi ha bisogno di appoggio, di solidarietà, di conforto, anche se quel gesto agli occhi del mondo può sembrare una follia, confortati dalla realtà dei fatti: anche S. Francesco dalla maggioranza dei suoi contemporanei era stato considerato un folle!
Ma c’è di più. Gesù e di conseguenza S. Francesco non ci chiedono una povertà triste ed arrabbiata perché è mancanza dell’essenziale per vivere: quella proposta da Gesù e da S. Francesco è una povertà gioiosa, sorridente perché ci libera dalla preoccupazione per l’accumulo e la conservazione delle nostre ricchezze e si concretizza nel dono di se stessi agli altri che è il culmine dell’amore .
E allora per amore dono quello di cui c’è bisogno, anche se questo a volte mi può deludere, perché penso che i miei talenti siano di maggior valore, accetto anche il poco che un altro può donare, perché è tutto quello che ha, come la vedova del Vangelo, e se ho poco, non mi arrendo, non mi demoralizzo, non mi trincero dietro l’ “apparente inutilità”, (concetto tanto caro ad una persona grande come Don Ciotti) perché se il mio dono  è fatto con amore penserà Dio a farlo diventare grande. Come possiamo leggere nel Vangelo in uno degli episodi noti come “la moltiplicazione dei pani”, se quella persona non avesse accettato di offrire a Gesù il suo insignificante pranzo, tutta la folla non avrebbe avuto di che sfamarsi.
E non devo temere se durante il mio cammino incontro incomprensioni, delusioni, sofferenze,  perché Gesù per primo ha vissuto, per amore nostro, il peggio dell’incomprensione e della sofferenza.
Ecco, allora serbiamo nel cuore come guida per vivere la povertà durante tutta la grande avventura della nostra vita le parole di S. Francesco:
“L’ECCELLENZA DELL’ALTISSIMA POVERTA’ E’ FARSI POVERI DI COSE MA RICCHI DI VIRTU’”. (Da “La regola di S. Francesco”)

Vangelo
Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio. (Mc. 10, 23)
È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno di Dio (Mc. 10, 26).
… (Gesù) Vide anche una vedova che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova povera ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato quanto aveva per vivere”. (Lc. 21, 2 – 4).
Perché dove sono le vostre ricchezze, là c’è anche il vostro cuore. (Lc. 12, 34).

Domande per la riflessione:
  • Che rapporto hai con i beni materiali? Quale parte del tuo cuore occupano?
  • Sei consapevole dei molti talenti che Dio ti ha donato? Sei capace di riconoscerli? Sei disposto a metterli a disposizione degli altri?
  • Quando intraprendi una qualsiasi attività, la tua meta è il successo personale o il vantaggio che gli atri potranno trarne?
  • Ti è capitato di nascondere con “l’apparente inutilità” di un tuo gesto, la difficoltà a compierlo?



venerdì 1 giugno 2012

The show must go on!

Alle 9:30 nel cortile dell’oratorio c’è già fermento. Un tavolino ben fornito di bevande e biscotti per la colazione accoglie i partecipanti dell’FVG Day. Come al festival del cinema di Venezia, non mancano videocamere e macchine fotografiche. Poco dopo, chi affollava il cortile si muove tra le file di sedie in teatro. La band è già pronta e sistemata, e ha già iniziato a provare. In poco tempo si è formato il coro e sono arrivati i solisti e gli attori. Per svegliare gli animi si è cominciato cantando “Forza Venite Gente”, che ha coinvolto tutto il pubblico. Accompagnate da qualche problema tecnico, del tutto trascurabile, legato ai microfoni che si producevano nell’effetto “automobile-in-galleria”, tutte le canzoni sono state presentate, inframezzate dalle simpatiche scenette degli attori. Così, tra le urla feroci di Bernardone e le pozioni magiche anti-lupo preparate dalla cenciosa, si è conclusa la sessione mattutina di prove.


Arriva il segnale. Fuggi-fuggi generale diretto verso le salette dell’oratorio. Sta per cominciare l’evento più atteso: la grande braciolata! La carne era ottima e i saporiti piatti portati dalle famiglie non erano da meno. Dopo questo momento di allegria, provocata dallo stare in compagnia (e anche dallo zibibbo gentilmente offerto da Don Beppe), si sono aperti i giochi. Infatti in cortile si è svolta una partita di pallavolo dal numero di partecipanti variabile. Terminato il passatempo ludico, “The show must go on!”, i presenti sono tornati in teatro per terminare le prove.


C’è anche stato un momento serio e spirituale, con le prove dei canti per la Messa a cui si è partecipato subito dopo.
La giornata appena conclusa fa ben sperare gli organizzatori del musical, perché si sono potuti vedere i partecipanti molto carichi e preparati e il risultato è stato ottimo. Avanti così, lo spettacolo deve continuare!

Carlo Emanuele Morando

FVG-Day!! Le ultime FOTO!!

Dopo tanta attesa ecco anche le ultime foto di questa meravigliosa giornata...
Stay on for the videeeeos!!