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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

venerdì 30 marzo 2012

Una giornata di prove...

Ecco il primo video contenente le prove di alcuni gruppi in preparazione al musical!



__________________________
Grazie a Guido Morando


domenica 25 marzo 2012

In cammino con Francesco... (4)

4. Ventiquattro piedi siamo
La regola e la comunione

VENTIQUATTRO PIEDI SIAMO 

Andiamo, andiamo
ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo
con un solo cuore andiamo.
Andiamo, andiamo
da messer lo Papa andiamo.
Chiediamo la mano
di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.
Regola due noi chiediamo licenza
di far l'amore con sora pazienza.
Regola tre considerare fratelli
i fiori, i lupi, gli usignoli e gli agnelli.
Per nostro tetto noi vogliamo le stelle,
per nostro pane strade e libertà.

Andiamo, andiamo
figli della strada siamo.
Andiamo, andiamo
come cani sciolti andiamo.
Andiamo, andiamo
con le scarpe degli indiani.
Chiediamo la mano
di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.
Regola due noi chiediamo licenza
di far l'amore con sora pazienza.
Regola tre portare un cuore giocondo
fino ai confini dei confini del mondo.
Acqua sorgente per i nostri pensieri
per nostro pane strade e libertà...

Andiamo, andiamo
ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo
per la nostra strada andiamo...


Francesco, insieme ai primi “fratelli” che hanno abbracciato il suo ideale, si reca dal Papa per esporgli le regole del suo ordine e chiederne l’approvazione.
Perché Francesco si muove insieme ai “fratelli”? Perché stabilisce una regola? Perché la sottopone all’approvazione del Papa?

Francesco ha compreso che la comunione e l’unità nella comunione, sono indispensabili per la crescita perché non si può compiere un cammino impegnativo da soli: ci devono  essere il confronto, l’aiuto reciproco, l’incoraggiamento, il sostegno, la guida ed anche la correzione fraterna e costruttiva. E poi Gesù ha garantito la sua presenza, quando più persone sono riunite  nel suo nome! Però non si può vivere la comunione senza darsi un codice di comportamento, un insieme di regole da rispettare per mantenersi fedeli all’ideale e salvaguardare la libertà di ciascuno.

Le regole che costituiscono il fondamento di vita di Francesco scaturiscono dal Vangelo e Francesco non ha bisogno di un “permesso”, ma piuttosto desidera avere una “conferma” da parte del Papa che la forma di vita intrapresa è vera strada per la santità e quindi anche proponibile ad altri. Inoltre vuole far risaltare il suo desiderio di comunione fraterna non solo con i suoi confratelli, ma anche e soprattutto con la Chiesa, rappresentata in Terra dal Papa.

“Ventiquattro piedi siamo”: la frase evidenzia l’unità, come fosse un unico corpo trasportato dall’entusiasmo di quei ventiquattro piedi.
“Chiediamo la mano di Madonna Povertà”: la scelta della povertà è intesa quasi come un Sacramento; è un impegno profondo, che si può realizzare solo con l’aiuto di Dio.
Fondamenti delle regole: non essere legati a nulla di materiale, ma nemmeno alle proprie idee ed ai propri convincimenti; amare gli altri concretamente, essendo sempre disponibili alle loro esigenze; amare e rispettare la natura, la cui bellezza è mezzo per conoscere Dio e comprenderne la grandezza, la perfezione e la generosità nei nostri confronti; compiere ogni gesto con semplicità e soprattutto con un sorriso per fare comprendere che la vera felicità è quella che viene da Dio.
“ … figli della strada siamo … come cani sciolti andiamo … “: dobbiamo essere figli della strada, dice Francesco, perché non dobbiamo sentirci legati a nulla per essere completamente liberi di donarci agli altri; siamo come cani sciolti perché non abbiamo una meta precisa, dobbiamo andare dove c’è bisogno di noi e andare “con le scarpe degli indiani” per muoverci il più velocemente ed agilmente possibile.  Ma “per la nostra strada andiamo”, cioè non allo sbando, ma seguendo un piano ben preciso che è la  realizzazione del progetto di Dio.

Vangelo:
Allora chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due … . E ordinò loro che oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio; né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. (Mc 6, 7.9).
Se uno vuole essere il primo sia l’ultimo di tutti ed il servo di tutti. (Mc 9, 35).
“Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. (Mt 18, 20).

Domande per la riflessione:
  • Credi che possa essere  costruttivo appartenere ad una comunità (non necessariamente quella parrocchiale) o pensi che sia meglio essere una “spirito libero”?
  • Comunione significa “unione con”. Pensi che sia necessario fare comunione con tutti? Quali sono le maggiori difficoltà che si possono incontrare? Come si possono superare (se secondo te è necessario superarle)?
  • Sei convinto che per una civile convivenza siano necessarie delle regole? Quali sono le regole che fatichi di più ad accettare dunque ad esserne fedele?
  • Vivi la tua fede come un insieme di regole da rispettare o come mezzo per ottenere la pienezza della tua vita?
  • Può la fede ridursi al rapporto Io Dio o è necessario riconoscere l’appartenenza alla Chiesa?

sabato 24 marzo 2012

Incontro spirituale "In Cammino con Francesco..."

Domenica 25 marzo, dalle 15.00 in poi, per un'ora/un'ora e mezza, l'equipe pastorale, guidata da don Andrea, organizzerà un incontro di approfondimento sulla spiritualità francescana.

Questo incontro è importante per fare in modo che il nostro cammino insieme verso Forza Venite Gente, non sia solo un camminare verso una data, ma sia un camminare insieme per rendere ancora più bella la nostra comunità, perchè animata dallo spirito evangelico.

L'incontro si terrà nel salone dell'asilo (dove si era tenuta la presentazione del musical), con ingresso da via Ascoli 36.

A domenica!!

In viaggio (3)

Può avere senso intonare il Cantico di frate sole (che trovate in fondo, ndr) nella grigia e un po’ nebbiosa Torino, in cui a fatica si conquista uno squarcio di cielo tra i tetti delle case, il sole occhieggia dallo spazio angusto delle finestre, la luce di luna e stelle è smorzata da quella artificiale dei lampioni, il prato è confinato in brevi aiuole e le sorgenti ansimano nel getto soffocato delle fontane? Di sicuro, S. Francesco era più vicino al creato di quanto lo siamo noi, così in stretto contatto da riconoscere nelle opere di Dio, i membri della sua famiglia e rivolgersi a loro con il confidenziale appellativo di fratello e sorella: frate sole, sora luna e le stelle, frate vento, sora aqua, frate focu, sora matre terra. La sua lauda è un ritratto bellissimo di Dio, padre di famiglia, colto nell’atto di compiere un capolavoro senza uguali: la creazione. Ma il Cantico di frate sole è anche un inno al perdono, quello che appianò i dissapori tra il vescovo e il podestà di Assisi, non un perdono spiccio che si liquida a parole, ma quello profondo e gratuito che si riesce a concedere sol quando l’amore di Dio fa perdere spessore all’offesa ricevuta e diventa quel Bene grande, risarcitorio e più appagante di qualsiasi vendetta. Infine, a questa lauda si lega anche il tema della morte, sorella anch’essa, inevitabile, ma pur sempre corporale, perché non sopprime l’anima, che unicamente dal peccato può essere uccisa. Anche in Forza venite gente trova voce la lode nel canto Laudato sii, che è compendio al pensiero di S. Francesco, ne travalica la morte e diventa eredità per tutti coloro che, vicini o non alla natura, cercano in essa le mani grandi di Colui che l’ha creata e sulla quale costantemente veglia.
Silvia Ravarino

domenica 18 marzo 2012

In cammino con Francesco... (3)

3.  I miei capelli
Vocazione, verginità, semplicità

I MIEI CAPELLI 

Chiara:
I miei capelli taglierò
lascerò le vesti e gli ori
o dolce sposo.
Le vanità io lascerò
per bruciare sempre più
in un dolcissimo amore.
E me andrò
via da tutto e via da me per la strada dove lui
scalzo e povero già va...
Qui un'ardente gioia
tra i muri bianchi
le mie preghiere
pensieri puri, tra i bianchi muri
di veste bianca mi vestirò...
Monache:
Le vanità tu lascerai
per bruciare sempre più
in un dolcissimo amore.
Chiara:
E me andrò
via da tutto e via da me
per la strada dove lui
scalzo e povero già va...
Qui un'ardente gioia
tra i muri bianchi
le mie preghiere
Monache:
Pensieri puri, tra i bianchi muri
di veste bianca ti vestirai...
Pensieri puri, tra i bianchi muri...
Chiara:
...Di veste bianca mi vestirò.

Santa Chiara abbandonò tutto ciò che non è essenziale, e abbracciò la vocazione alla verginità per amore di Gesù.  Un sacrificio senza senso o un possesso più profondo?

Dio si è fatto uomo. Per realizzare la sua opera nella storia, Dio sceglie noi uomini, ci chiama e ci dà una vocazione affinché noi possiamo rendergli testimonianza. E come si rende testimonianza a Lui? Vivendo con Lui. Vivendo come Lui.

Gesù ha vissuto concependo la vita – tutta la vita, anche il mangiare e il bere, il vivere e il morire – per il mondo, per il disegno di Dio nel mondo, per il destino degli uomini.  Faceva tutto per amore degli uomini e amava gli uomini per il loro destino di felicità.
Questa verità e totalità del modo di amare che aveva Gesù, si chiama verginità.  Gesù amava color che Lo incontravano, e anche a 20 metri essi erano trapassati da quello sguardo e andavano a casa senza più riuscire a tirarsi via di dosso quella Presenza che li aveva amati nel profondo.

Gesù si metteva in rapporto con le persone con un amore che anticipa la tenerezza eterna e apre all’esperienza del centuplo. Il centuplo è l’esperienza di un amore più vero e più profondo, più corrispondente al desiderio del cuore.
La verginità è il sacrificio della mia idea e della mia istintività per amare Dio e gli altri come Gesù. E’ una purezza dello sguardo, una semplicità dell’amina che ama e imita Dio, e ha come conseguenza l’esperienza del centuplo (il possesso verginale).

Nella chiesa alcuni sono chiamati a vivere la verginità come vocazione particolare, (sacerdoti, religiosi, monaci, o laici consacrati), Per la loro stessa forma, queste vocazioni più che altre fanno immediatamente pensare a Dio. La vocazione di Santa chiara, all’interno del carisma francescano ha dato inizio ad una forma conventuale in cui la semplicità e la povertà sono state scelte come metodo privilegiato di imitazione di Cristo.

Tutti siamo chiamati a vivere la verginità nella nostra vita, anche chi si sposa. La verginità è vivere per il destino del mondo. Usare le cose e rapportarci alle persone come faceva Gesù. Vivere come viveva Gesù, amare come ci ama Gesù.

 Il dipinto “Noli me tangere” (Non toccarmi) del Beato Angelico ci accompagna sulle vette vertiginose di questa esperienza cristiana: appena Maddalena si accorge di Gesù, si avventa su di lui. E Gesù la ferma con la mano. Si vedono le due mani della Maddalena e la mano di Gesù che frena: che è l’immagine che abbiamo dato del possesso verginale, che tende alla totalità. Fino a quando questo tendere alla totalità è a una spanna dal muso dell’altro, veramente si possiede, molto più che se neanche ci si avventasse sul muso: avventandosi sul muso dell’altro la mano diventa più simile alla zampa di un animale. Ecco la grande lezione della Maddalena: lei così bella, così sensuale e così disinvolta, lei che duemila anni di iconografia ci hanno fatto vedere con i capelli sciolti, lunghi e fluenti, arriva per amore del Signore al più puro dei rapporti. Compiendo il più avvincente percorso che si possa immaginare.

Vangelo
“In verità, io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste…. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.... Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. ....Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.....Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 14,12, Gv 15,3-12)

Domande per la riflessione:
 §   Ho mai pensato che lo scopo della mia vocazione è rendere testimonianza a Dio realizzando la mia vita?
 §   Ho mai amato qualcuno sacrificando la mia idea e la mia istintività, e desiderando solo la sua felicità?
 § Preghiamo Maria madre e vergine affinché la nostra vita sia sempre più conforme a quella di Gesù, perché la nostra vita porti frutto e possiamo godere del centuplo in tutti i rapporti.

In viaggio (2)

Di Francesco ci parlano gli scritti come il Cantico di frate sole, che il Santo stesso compose in una lingua comprensibile alla massa popolare e che è diventato parte di un patrimonio letterario che si studia ancora oggi tra i banchi di scuola; oppure a raccontare brevi aneddoti della sua vita sono stati i suoi frati, come frate Ugolino nei Fioretti o Fra Tommaso da Celano che ne scrisse una biografia e il Trattato dei miracoli. Sfogliando queste fonti, è spontaneo domandarsi quale sarebbe l’atteggiamento di Francesco nell’intraprendere un viaggio. Non saprei raffigurarmelo carico di bagagli, biglietto di viaggio in mano, impaziente e un po’ polemico per il solito ritardo dei trasporti. Lo immaginerei piuttosto scalzo e vestito di sacco, che è tanto l’abito quotidiano, quanto quello delle occasioni; sorridente e fiducioso che il sole non tramonterà finché la meta non sarà raggiunta; quieto e lento nel suo cammino per poter contemplare le meraviglie di Dio e intonare un canto di lode e di ringraziamento; silenzioso con i frati che lo seguono, ma scrupoloso e attento che nessuno resti indietro o si perda o necessiti che gli sia offerto il sostegno di un braccio per proseguire. Questo è un autentico spirito di viaggio a cui ispirarsi! Allestire un recital non consiste nell’intonare un assolo, ma nell’intrecciare più mani e il risultato sarà davvero “francescano”, nella misura in cui prima di pensare al ruolo per cui ci siamo resi attivi, saremo disposti a conoscere anche quello degli altri per mettere in comune abilità e talenti; pur coltivando una nostra opinione, ascolteremo e rispetteremo anche le idee altrui; e infine, saremo disposti ad accettare debolezze e difetti, senza mormorazione e senza irritazione. In tutto questo e in molto altro ancora consisterebbe la perfetta letizia di  Forza venite gente
Silvia Ravarino

martedì 13 marzo 2012

In cammino con Francesco... (2)

2.  Sorella Provvidenza – La Provvidenza

SORELLA PROVVIDENZA
Francesco:
Io Francesco coi miei compagni
Frà Masseo e Frate Maggio.
Piedi scalzi
Sempre in viaggio
Sulla strada polverosa
Coro:
Poco pane
Poco pane
Per mangiare tanta terra
Tanta terra.
Per dormire.
Francesco:
Rondinelle del Signore
È uno zingaro il vostro cuore.
Coro:
E sulla strada
Francesco:
la strada stretta
Coro:
polverosa
Francesco:
che porta in cielo
Coro:
d’ogni cosa saremmo senza.
Provvidenza:
…se Sorella Provvidenza
Non venisse incontro a noi.
Perché siete di quelli
Che non hanno paura,
perché siete di quelli
che non vogliono niente, niente, niente.
E non comprate e non vendete
E non prestate e non riavete.
Perché voi soli siete certi ch’io ci sia
E seminate la speranza per la via:
un grappolo d’uva e una fonte chiara
non mancherà.
Alberi:
Vai Francesco coi tuoi compagni
Centomila piedi scalzi
Tasche vuote e cuore in festa.
Provvidenza:
Dal tuo seme una foresta.

Lungo la strada, Francesco e i suoi dodici compagni, pieni di fiducia, pronti per annunciare il Vangelo, discutevano e si interrogavano sul modo in cui osservare con sincerità la Regola che avevano abbracciato, sul modo in cui poter essere di esempio agli altri, dimenticandosi che avevano camminato tutto il giorno. Stanchi e affamati, si fermarono in un luogo solitario, dove non vi era neanche la possibilità di trovare un po’ di cibo. Ma la Provvidenza di Dio intervenne: comparve improvvisamente un uomo con in mano un pane, lo consegno a Francesco e i suoi compagni e subito scomparve. Quest’episodio confermò ai frati che l’uomo è sempre sostenuto dalla Grazia e dalla compagnia di Dio, che Francesco chiamerà Sorella Provvidenza.

Per Noi Chiesa, Francesco, è un grande segno di Provvidenza:  pensiamo che è un uomo nato nel Medioevo, un tempo molto lontano e diverso dal nostro, eppure la sua opera ha attraversato la storia e il suo esempio è universale:  pregato dai cristiani, ma conosciuto e rispettato da ebrei, mussulmani e atei.  La maggior parte della popolazione del suo tempo non sa leggere il Vangelo e Lui con l’esempio e con un linguaggio semplice, diretto e vero si fa testimone vivente di Gesù, annunciando così il Vangelo nelle piazze, per le strade, nei campi, tra la gente che lavora,  facendo così nascere nuovi entusiasmi per la fede cristiana.
Anche Dante Alighieri nel canto XI del Paradiso afferma che sia stata la Provvidenza a dare alla Chiesa, dopo più di mille anni, un secondo marito (dopo Gesù Cristo).
Tanti dei suoi seguaci sono stati proclamati santi: Santa Chiara, Sant’Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio, anche questa è Provvidenza!

La Provvidenza è la volontà benigna di Dio, che viene e a tutto provvede: Lui ha creato, Lui conversa e Lui provvede. La Provvidenza che Dio ci offre è vedere con i suoi occhi: ecco perché tutte le nostre paure, ansie e difficoltà dovrebbero essere superate e trasformate in possibilità. Questa è la provvidenza che Francesco e i suoi fratelli hanno testimoniato di persona e hanno insegnato al mondo.
Chi lascia agire Dio nella propria vita, allora vive di Provvidenza, perché là dove c’è la tensione a Dio, nasce una vita comunitaria in cui tutti vivono da fratelli e sorelle, dove ogni persona è responsabile dell’altra e dove tutti hanno il necessario per vivere; nessuno avrà l’ansia per il domani e nessuno si preoccuperà di accumulare beni terreni, proprio come ci insegna San Francesco! Per Gesù la Provvidenza divina passa attraverso l’aiuto fraterno.

Vangelo:
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (Mt 6,25.34)

Domande per la riflessione:
 §         Cosa intendo io per Provvidenza Divina?
§         Ho fiducia nella Provvidenza Divina?
§         Riesco a cogliere i segni della Provvidenza nella mia vita?
§         Mi sento responsabile del mio prossimo?  
§         Mi sento accolto dal mio prossimo?

venerdì 9 marzo 2012

In viaggio... (1)

Forza venite gente altro non è che la descrizione della vita di S. Francesco e l’idea di rappresentarla è stata proposta alla comunità della parrocchia Stimmate, attraverso la metafora del viaggio. Di fatto, per tutti i parrocchiani che hanno aderito all’iniziativa si tratta di un percorso, vissuto in comune, relativamente breve, all’incirca otto mesi; straordinariamente lungo, più o meno ottocento anni, è invece il messaggio lanciato dal santo con la sua vita, da cui la rappresentazione trae spunto e che esercita ancora un fascino tale da essere riuscito a cavalcare tanti secoli di storia. Il senso di questa rubrica è allora dotare chiunque lo voglia di lenti spesse con cui penetrare il passato, rileggere i motivi tanto cari al “poverello di Assisi”, quelli che propose ai suoi frati, e magari cogliere in quell’antica proposta un invito rivolto anche a noi.

                                                                                                          Silvia Ravarino


Mi concede un’intervista?

Intervista ad Angela Schinetti, responsabile dei cantanti solisti, che dopo aver selezionato i cantanti si sta cimentando nell’impresa di avvicinarli al personaggio che rappresenteranno e di fornire loro un’adeguata preparazione canora.

Come sei venuta a conoscenza della realizzazione del musical e qual è stata la tua prima reazione?
 “Verso settembre-ottobre Clelia e Francesco sono venuti a casa mia e mi hanno proposto di partecipare al musical Forza Venite Gente. Inizialmente, ero un po’ dubbiosa sull’attività da fare, perché si trattava di un grande lavoro che comportava un grande impegno. La partecipazione attiva di tutti è fondamentale”.

È la prima volta che ti cimenti in un lavoro come questo?
 “No, ho avuto un’esperienza simile quando appartenevo ad un’altra parrocchia”.

Ti poni degli obiettivi particolari per questo musical?
 “Cercheremo di far conoscere meglio la figura di San Francesco sotto un altro punto di vista e di far conoscere a tutti i suoi insegnamenti e quelli di Gesù. Questo musical sarà un buon modo per accogliere le persone che si sono avvicinate da poco alla nostra parrocchia e per aprirci di più al territorio ”.

Che rapporto c’è tra la realizzazione di questo musical e l’amicizia con Dio?
  “È un modo per lavorare insieme, provare emozioni forti e faticare per il raggiungimento di un comune fine secondo l’insegnamento di Dio. Mettere in scena un musical che coinvolga tutti e che ci unisca in questo cammino, ci aiuta ad amare il prossimo”.

Quali aspetti negativi potrebbero nascere dalla creazione di quest’opera?
 “Siccome saremo tanti, avremo a disposizione tante idee, anche in contrasto tra loro. Bisognerà cercare di scegliere la migliore per mettere tutti d’accordo. Inoltre potranno crearsi problemi legati alle tempistiche: è un lavoro che richiede molto impegno, e non sempre i partecipanti potranno essere presenti alle prove. Questo potrebbe allungare i tempi di realizzazione. Se poi l’impegno non sarà costante da parte di tutti, ecco che si presenteranno delle complicazioni”.

Carlo Emanuele Morando

mercoledì 7 marzo 2012

In cammino con Francesco... (1)

1. Forza venite Gente – la Libertà

Vi proponiamo il testo integrale della prima canzone con l’indicazione di immaginarsi la scena.

FORZA VENITE GENTE

Coro:
Forza venite gente che in piazza si va
un grande spettacolo c'è,
Francesco al padre la roba ridà.
Padre:
Rendimi tutti i soldi che hai!
Francesco:
Eccoli i tuoi soldi, tieni padre, sono tuoi,
eccoti la giubba di velluto, se la vuoi.
Non mi serve nulla, con un saio me ne andrò.
Eccoti le scarpe, solo i piedi mi terrò.
Butto via il passato, il nome che mi hai dato tu,
nudo come un verme non ti devo niente più.
Chiara:
Non avrà più casa, più famiglia non avrà.
Francesco:
Ora avrò soltanto un padre che si chiama Dio!
Coro:
Forza venite gente che in piazza si va
un grande spettacolo c'è,
Francesco al padre la roba ridà.
Padre:
Figlio degenerato che sei!
Chiara:
Non avrai più casa, più famiglia, non avrai.
Non sai più chi eri, ma sai quello che sarai.
Francesco:
Figlio della strada, vagabondo sono io,
col destino in tasca, ora il mondo è tutto mio.
Ora sono un uomo perché libero sarò,
ora sono ricco perché niente più vorrò.
Chiara:
Nella sua bisaccia pane e fame e poesia.
Francesco:
Fiori di speranza segneranno la mia via!
Coro:
Forza venite gente che in piazza si va
un grande spettacolo c'è.
Chiara:
Francesco ha scelto la sua libertà.
Padre:
Figlio degenerato che sei!
Coro:
Figlio degenerato che sei!
Chiara:
Ora sarà diverso da noi...


La gente accorre a vedere un evento insolito nella piazza di Assisi, Francesco figlio di Bernardone ha deciso di lasciare tutto per seguire, in modo più radicale il Signore Gesù. Egli si stacca dalle cose materiali, da ciò che ritiene superfluo e di intralcio per il rapporto con Gesù. Vuole imitarlo nella povertà, vuole essere libero da tutto e da tutti per essere solo di Dio. In questa scelta pare che Francesco sia solo, senza nulla e nessuno, in realtà egli acquista una nuova vita, una nuova identità, è figlio di un padre che si chiama Dio, è diverso dagli altri perché anche se senza nulla egli ha tutto.
E’ libero perché ha tutto. La libertà non è fare quello che ci pare, ma è l’energia di adesione al bene. Infatti ci sentiamo liberi quando siamo soddisfatti nel nostro bisogno. E cosa ci può dare più libertà che non aderire a Dio sommo bene che riempie il nostro cuore? Oltre che libero, Francesco è un testimone.
Questo evento particolare attira molti curiosi sulla piazza di Assisi, qualcuno non capisce, qualcuno ride, qualcuno è incuriosito, qualcuno inizia a pensare di seguirlo, come capiterà ai suoi amici e a Chiara. Francesco che lascia tutto è uno spettacolo, ma anche una forma spettacolare di testimonianza di chi vuole seguire veramente il Signore.

Vangelo:

Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». (Mt 19,28.30)

Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? (Lc ,24-25)

Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?». Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi». (Lc 18,18.22)


Domande per la riflessione:

§   Ci è mai successo di vedere qualcuno (noi stessi, forse) abbandonare quella che agli occhi di tutti appariva una cosa preziosa da possedere, per vivere (anche solo un momento, una giornata, un periodo della nostra vita) la ricchezza di essere più simili a Gesù?

§  E’ possibile la rottura da parte nostra di un’amicizia a causa del Vangelo? (… in un caso perché l’amico, l’amica, non accetta che io scelga di provare a seguire Gesù … in un altro caso perché sono io a non accettare che il mio amico, la mia amica abbia scelto di provare a seguire Gesù). Come avrebbe agito Gesù? Come ha agito Francesco? Come ho agito io, quella volta? E’ una cosa di cui possiamo essere fieri?

§   Cosa mi attira nell’andare ad assistere ad uno spettacolo, ad un evento, in cui vi sono persone famose? Cosa mi aspetto, cosa cerco?

§  E cosa mi attira (se mi attira) nel partecipare alla “Via Crucis”? Alla S. Messa? Ad un incontro di catechesi? Cosa mi aspetto, cosa cerco?