TinyDropdown Menu

Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

sabato 24 marzo 2012

In viaggio (3)

Può avere senso intonare il Cantico di frate sole (che trovate in fondo, ndr) nella grigia e un po’ nebbiosa Torino, in cui a fatica si conquista uno squarcio di cielo tra i tetti delle case, il sole occhieggia dallo spazio angusto delle finestre, la luce di luna e stelle è smorzata da quella artificiale dei lampioni, il prato è confinato in brevi aiuole e le sorgenti ansimano nel getto soffocato delle fontane? Di sicuro, S. Francesco era più vicino al creato di quanto lo siamo noi, così in stretto contatto da riconoscere nelle opere di Dio, i membri della sua famiglia e rivolgersi a loro con il confidenziale appellativo di fratello e sorella: frate sole, sora luna e le stelle, frate vento, sora aqua, frate focu, sora matre terra. La sua lauda è un ritratto bellissimo di Dio, padre di famiglia, colto nell’atto di compiere un capolavoro senza uguali: la creazione. Ma il Cantico di frate sole è anche un inno al perdono, quello che appianò i dissapori tra il vescovo e il podestà di Assisi, non un perdono spiccio che si liquida a parole, ma quello profondo e gratuito che si riesce a concedere sol quando l’amore di Dio fa perdere spessore all’offesa ricevuta e diventa quel Bene grande, risarcitorio e più appagante di qualsiasi vendetta. Infine, a questa lauda si lega anche il tema della morte, sorella anch’essa, inevitabile, ma pur sempre corporale, perché non sopprime l’anima, che unicamente dal peccato può essere uccisa. Anche in Forza venite gente trova voce la lode nel canto Laudato sii, che è compendio al pensiero di S. Francesco, ne travalica la morte e diventa eredità per tutti coloro che, vicini o non alla natura, cercano in essa le mani grandi di Colui che l’ha creata e sulla quale costantemente veglia.
Silvia Ravarino

1 commento:

  1. Davvero un bell'articolo... Che fa pensare... Complimenti a Silvia!

    RispondiElimina