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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

domenica 25 marzo 2012

In cammino con Francesco... (4)

4. Ventiquattro piedi siamo
La regola e la comunione

VENTIQUATTRO PIEDI SIAMO 

Andiamo, andiamo
ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo
con un solo cuore andiamo.
Andiamo, andiamo
da messer lo Papa andiamo.
Chiediamo la mano
di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.
Regola due noi chiediamo licenza
di far l'amore con sora pazienza.
Regola tre considerare fratelli
i fiori, i lupi, gli usignoli e gli agnelli.
Per nostro tetto noi vogliamo le stelle,
per nostro pane strade e libertà.

Andiamo, andiamo
figli della strada siamo.
Andiamo, andiamo
come cani sciolti andiamo.
Andiamo, andiamo
con le scarpe degli indiani.
Chiediamo la mano
di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.
Regola due noi chiediamo licenza
di far l'amore con sora pazienza.
Regola tre portare un cuore giocondo
fino ai confini dei confini del mondo.
Acqua sorgente per i nostri pensieri
per nostro pane strade e libertà...

Andiamo, andiamo
ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo
per la nostra strada andiamo...


Francesco, insieme ai primi “fratelli” che hanno abbracciato il suo ideale, si reca dal Papa per esporgli le regole del suo ordine e chiederne l’approvazione.
Perché Francesco si muove insieme ai “fratelli”? Perché stabilisce una regola? Perché la sottopone all’approvazione del Papa?

Francesco ha compreso che la comunione e l’unità nella comunione, sono indispensabili per la crescita perché non si può compiere un cammino impegnativo da soli: ci devono  essere il confronto, l’aiuto reciproco, l’incoraggiamento, il sostegno, la guida ed anche la correzione fraterna e costruttiva. E poi Gesù ha garantito la sua presenza, quando più persone sono riunite  nel suo nome! Però non si può vivere la comunione senza darsi un codice di comportamento, un insieme di regole da rispettare per mantenersi fedeli all’ideale e salvaguardare la libertà di ciascuno.

Le regole che costituiscono il fondamento di vita di Francesco scaturiscono dal Vangelo e Francesco non ha bisogno di un “permesso”, ma piuttosto desidera avere una “conferma” da parte del Papa che la forma di vita intrapresa è vera strada per la santità e quindi anche proponibile ad altri. Inoltre vuole far risaltare il suo desiderio di comunione fraterna non solo con i suoi confratelli, ma anche e soprattutto con la Chiesa, rappresentata in Terra dal Papa.

“Ventiquattro piedi siamo”: la frase evidenzia l’unità, come fosse un unico corpo trasportato dall’entusiasmo di quei ventiquattro piedi.
“Chiediamo la mano di Madonna Povertà”: la scelta della povertà è intesa quasi come un Sacramento; è un impegno profondo, che si può realizzare solo con l’aiuto di Dio.
Fondamenti delle regole: non essere legati a nulla di materiale, ma nemmeno alle proprie idee ed ai propri convincimenti; amare gli altri concretamente, essendo sempre disponibili alle loro esigenze; amare e rispettare la natura, la cui bellezza è mezzo per conoscere Dio e comprenderne la grandezza, la perfezione e la generosità nei nostri confronti; compiere ogni gesto con semplicità e soprattutto con un sorriso per fare comprendere che la vera felicità è quella che viene da Dio.
“ … figli della strada siamo … come cani sciolti andiamo … “: dobbiamo essere figli della strada, dice Francesco, perché non dobbiamo sentirci legati a nulla per essere completamente liberi di donarci agli altri; siamo come cani sciolti perché non abbiamo una meta precisa, dobbiamo andare dove c’è bisogno di noi e andare “con le scarpe degli indiani” per muoverci il più velocemente ed agilmente possibile.  Ma “per la nostra strada andiamo”, cioè non allo sbando, ma seguendo un piano ben preciso che è la  realizzazione del progetto di Dio.

Vangelo:
Allora chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due … . E ordinò loro che oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio; né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. (Mc 6, 7.9).
Se uno vuole essere il primo sia l’ultimo di tutti ed il servo di tutti. (Mc 9, 35).
“Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. (Mt 18, 20).

Domande per la riflessione:
  • Credi che possa essere  costruttivo appartenere ad una comunità (non necessariamente quella parrocchiale) o pensi che sia meglio essere una “spirito libero”?
  • Comunione significa “unione con”. Pensi che sia necessario fare comunione con tutti? Quali sono le maggiori difficoltà che si possono incontrare? Come si possono superare (se secondo te è necessario superarle)?
  • Sei convinto che per una civile convivenza siano necessarie delle regole? Quali sono le regole che fatichi di più ad accettare dunque ad esserne fedele?
  • Vivi la tua fede come un insieme di regole da rispettare o come mezzo per ottenere la pienezza della tua vita?
  • Può la fede ridursi al rapporto Io Dio o è necessario riconoscere l’appartenenza alla Chiesa?

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