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Spettacolo il 28 e 29 settembre ore 20,30 presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco

venerdì 1 giugno 2012

In cammino con Francesco... (11)

11. La perfetta letizia
Frate Leone, agnello del Signore
Per quanto possa un frate
Sull'acqua camminare.
Sanare gli ammalati
O vincere ogni male.
O far vedere i ciechi
E i morti camminare.
Frate Leone, pecorella del Signore
Per quanto possa un santo frate
Parlare ai pesci e agli animali
E possa ammansire i lupi
E farli amici come cani
Per quanto possa lui svelare, che cosa ci darà il domani
Tu scrivi che questa...NON è:
Perfetta letizia, perfetta letizia
Perfetta letizia...
Frate Leone, agnello del Signore
Per quanto possa un Frate
Parlare tanto bene
Da far capire i sordi, e convertire i ladri
Per quanto anche all'inferno
Lui possa far Cristiani
Tu scrivi che, questa... NON è:
Perfetta letizia, perfetta letizia
Perfetta letizia...
Se in mezzo a frate inverno
Tra neve freddo vento
Stasera arriveremo a casa
E busseremo giù al portone
Bagnati, stanchi ed affamati
Ci scambieranno per due ladri
Ci scacceranno come cani
Ci prenderanno a bastonate
 E al freddo toccherà aspettare
Con Sora Notte e Sora Fame
E se sapremo pazientare
Bagnati, stanchi e bastonati
Pensando che così Dio vuole
E il Male trasformarlo in bene
Tu scrivi che
Questa... E’:
Perfetta letizia, Perfetta letizia, Perfetta letizia...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Perfetta letizia, perfetta letizia, perfetta letizia...

Una delle promesse che Dio ci fa (e che i santi ci testimoniano) è l’esperienza della letizia.
Dice la Bibbia: «Renderò nota la gloria della mia potenza nella letizia dei loro volti»
Cos’è la letizia?  Tutti noi siamo fatti per la felicità. La felicità vera sarà solo in Paradiso, ma inizia già in questo mondo. L’inizio della felicità in questo mondo porta il nome di letizia, o allegrezza o, in certi momenti esplosivi, di gioia.
Ci sono gioie vere e belle, che però durano poco: una bella gita, un successo a scuola o al lavoro,  una serata con amici o con una persona speciale, l’acquisto di un oggetto a lungo desiderato e atteso, la pace fatta con una persona offesa.
E c’è una gioia che va più in profondità e riguarda la certezza che determina la nostra vita. 
Qual è la certezza che domina il cuore cristiano? È la certezza che Dio compie tutto.
Dalla certezza che è Dio che compie tutto nasce la libertà dalle cose (povertà) e scaturisce anche un’altra caratteristica dell’animo povero che è la letizia, di cui la figura di san Francesco è come l’emblema nella storia del cristianesimo, che ritrova però nel Vangelo la conferma nelle parole di Gesù: «Beati i poveri di spirito»
La letizia non deriva dalla nostra capacità di realizzare grandi opere.  “Se anche un frate potesse vincere ogni male, quella non sarebbe perfetta letizia” dice la canzone.
Invece, pure in mezzo alle tribolazioni, “se sapremo pazientare, pensando che così Dio vuole” quella è la perfetta letizia.  La letizia dunque non è data dalla assenza di tribolazioni, ma dalla speranza, cioè da una certezza sul futuro piena di ragioni, perché basata sull’esperienza di un amore presente.  La letizia nasce dalla certezza che tutto è dentro il progetto buono di Dio, di quel Dio che mi ama adesso, perchè quel Dio del cui amore faccio esperienza adesso, sa trasformare il male in bene e ci da la forza di portare la croce.
Si può dire che la fede non fa nascere la letizia “immediatamente”, ma “mediatamente”: dalla fede nasce la speranza, e nella speranza si trova la letizia:
Fede (riconoscimento di Dio nel presente) à  Speranza (certezza nel futuro)  
à Letizia (anche in mezzo alle prove)
La letizia è come un ramo solido su cui fiorisce la gioia. Diceva S. Paolo ai Filippesi: “Siate lieti, ve lo ripeto, siate lieti”, cioè:  qualunque cosa succeda, siate sempre certi che Dio vi amerà così come vi sta amando adesso.  A tutti sono date delle prove. Seguire Gesù e abbracciare la nostra vita e le nostre croci è l'origine della resurrezione: la vita diventa grande e la letizia sgorga nel cuore come una sorgente. Questa è l’acqua viva che Gesù ha promesso alla samaritana.


Vangelo

“Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?". Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna". "Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete" (GV.4,8-17)


Domande per la riflessione:
  • Ho mai fatto esperienza di subire o accettare prove e “bastonate” a causa del Vangelo?
  • Mi è mai capitato di dubitare dell’amore di Dio e del nostro destino di  felicità perché non capivo le ragioni di una prova o di un dolore?
  • Mi è mai capitato invece di sentirmi triste per un dolore, ma al tempo stesso lieto e certo che l’ultima parola è il disegno buono di Dio?

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