16. La lode
LAUDATO SII
Laudato
sii, mi Signore, con tutte le tue creature;
specialmente frate sole che dà la luce al giorno e che ci illumina;
per tua volontà raggiante e bello con grande splendore
di te l'immagine altissima, altissimo Signore.
Laudato sii, mi Signore, per sora luna e le stelle luminose e belle.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja, alleluja.
Laudato sii, mi Signore, per sora luna e le stelle luminose e belle;
laudato sii, mi Signore, per sora acqua tanto umile e preziosa;
laudato sii, mi Signore, per frate foco che ci illumina la notte,
ed esso è bello, robusto e forte, laudato sii, laudato sii, mi Signore;
per frate vento e per sora aria, per le nuvole e il sereno,
per la pioggia e per il gelo; per sora nostra madre terra
che ci nutre e ci governa, altissimo Signore.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja, alleluja.
Laudato sii, mi Signore, anche per sora nostra morte corporale;
laudato sii, mi Signore, per quelli che perdonano per il tuo amore;
per sora nostra madre terra che ci nutre e ci governa, altissimo Signore.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja. (4 volte)
Alleluja.
per tua volontà raggiante e bello con grande splendore
di te l'immagine altissima, altissimo Signore.
Laudato sii, mi Signore, per sora luna e le stelle luminose e belle.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja, alleluja.
Laudato sii, mi Signore, per sora luna e le stelle luminose e belle;
laudato sii, mi Signore, per sora acqua tanto umile e preziosa;
laudato sii, mi Signore, per frate foco che ci illumina la notte,
ed esso è bello, robusto e forte, laudato sii, laudato sii, mi Signore;
per frate vento e per sora aria, per le nuvole e il sereno,
per la pioggia e per il gelo; per sora nostra madre terra
che ci nutre e ci governa, altissimo Signore.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja, alleluja.
Laudato sii, mi Signore, anche per sora nostra morte corporale;
laudato sii, mi Signore, per quelli che perdonano per il tuo amore;
per sora nostra madre terra che ci nutre e ci governa, altissimo Signore.
A - alleluja, alleluja, a - alleluja, alleluja. (4 volte)
Alleluja.
Francesco
è morto. Tutto il Creato ha pianto per lui.
Tutto
sembra essersi fermato. Gli uomini, gli animali, le piante e i fiori … tutto è
in silenzio. Il Creato è attonito: Francesco non è più con noi … senso di
vuoto, di sgomento …
Ma
è questo che vuole Francesco? È questo l’atteggiamento di chi ha fede, di
fronte alla morte?
No!
Assolutamente. Ed allora ecco esplodere dirompente un canto di gioia, un canto
di lode a Dio, un canto di ringraziamento per tutti quei doni che Egli
quotidianamente ci fa e che noi spesso non siamo capaci di riconoscere, chiusi
nel nostro egoismo, offuscati dalle nostre pene, dai nostri problemi, magari
anche compiaciuti di cullarci nel nostro vittimismo.
Quando
ogni mattina apro gli occhi, Signore, dovrei essere capace di ringraziarti
innanzi tutto perché mi permetterai di vivere un’altra giornata nella quale
avrò mille occasioni per essere felice, donando un sorriso a chi mio sta
accanto, una parola di conforto a chi è sfiduciato, un aiuto materiale a chi è
in difficoltà.
E
poi, Signore, dovrei ringraziarti perché ogni mattina fai sorgere il Sole,
perché ogni sera accendi la Luna e le stelle, con quell’ordine infinito e
pazzesco che regola l’Universo ed in cui è facile scorgere la tua perfezione.
E
poi ancora dovrei dire: grazie, Signore, perché nonostante tutto ciò che di
brutto noi abbiamo saputo fare nei confronti della Natura, in ogni stagione
permetti alla Terra di germogliare per donarci il cibo, annaffiandola con la
pioggia, e ci doni l’aria che ci permette la vita e l’acqua per dissetarci …
Ma
non basta: perché non ringraziare il Signore anche per tutte le persone che ci
mette accanto, che ci donano amore e a cui poter donare amore?
Ed
infine, e qui potremmo vedere il culmine della “follia” di Francesco, impariamo
a ringraziare il Signore anche per la Morte. “Sora nostra morte corporale”,
egli la chiama, facendoci intendere che è solo una parte di noi quella che
scompare, la materiale, la meno importante, perché la nostra essenza, la nostra
anima, raggiunge con la Morte la meta radiosa per la quale ha camminato tutta
la vita terrena: l’unione con il Creatore, l’unione con Dio Padre.
Stiamo
vivendo tempi cupi: forse, quando la mattina apriamo gli occhi non riusciamo a
sorridere perchè il primo pensiero che ci assilla è come arrivare a fine mese,
come sopportare la violenza che quotidianamente ci viene “offerta” a piene mani
da giornali e telegiornali, come giustificare e collocare in un piano divino tutte le catastrofi naturali che
tormentano la Terra: anche il nostro Pianeta sembra volersi rivoltare contro di
noi …
Ma
non perdiamo il coraggio e la gioia di vivere: guardiamo la realtà che ci
circonda e gli avvenimenti di ogni
giorno con gli occhi puri e semplici di Francesco e dal nostro cuore eromperà
quell’”alleluia” festoso, manifestazione del nostro GRAZIE a Dio per averci fatto il grande dono di
volerci suoi amatissimi figli.
E Dio vide che tutto
quello che aveva fatto era davvero molto bello.
Domande per la riflessione:
(Gn 1, 31).
Narrano i Cieli la gloria
di Dio, gli spazi annunziano l’opera della sue mani (Sal. 19,12).
Ti ringrazio, Signore, con
tutto il cuore, racconterò i tuoi grandi prodigi. Tu mi fai danzare di gioia; a
te, Altissimo, canterò il mio inno. (Sal. 9, 2-3).
Acclamate al Signore,
genti tutte della terra. Servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con
lieti canti. (…) Entrate nel suo tempio con canti, nei suoi cortili con inni di
lode: celebrate e lodate il Signore. (sal. 100, 1-2, 4).
Durante il viaggio verso
Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio,
gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali, fermatisi a distanza, alzarono la
voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse: “Andate
a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò
indietro lodando Dio a gran voce; e si
gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò:
“Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è
trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”.
E gli disse: “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato!”. (Lc. 17, 11-19).
Domande per la riflessione:
- Che cosa provi guardando
le meraviglie della Natura? Riesci a scorgere in esse la grandezza e la
perfezione di Dio?
- Tra le tue preghiere,
che posto occupa la preghiera di ringraziamento? Viene prima o dopo la
preghiera di richiesta?
- Ti riesce facile
ringraziare Dio per la quotidianità o ritieni che si debba ringraziare
solo per ciò che è “fuori dell’ordinario”?
- Anche fra le
difficoltà, i problemi e le inquietudini di ogni giorno, riesci a
mantenere quella serenità di fondo che nasce dalla certezza che Dio
cammina sempre al nostro fianco?

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